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"Un nuovo sport alla ribalta della nostra provincia" così
titolava la Gazzetta di Mantova del 9 ottobre 1970, annunciando la
nascita della sezione Rugby all'interno della Polisportiva
Vitellianense Cebogas. A quella data, la squadra di rugby viadanese
aveva sostenuto un solo incontro con la formazione giovanile del Rugby
Parma uscendo sconfitta per 19 a 9, Vale la
pena di ricordare la formazione composta da: Casali, Benazzi, Barosi,
De Carli, Petazzini, Sacchi, Aroldi, Gozzi, Bedulli, Farina, Piccoli,
Sforza, Rosa, Panicalli, Coppi. Fra i dirigenti ed accompagnatori
troviamo il Rag. Taragnani ed il Dott. Besana.
La squadra nacque grazie all'iniziativa di alcuni giocatori che
avevano maturato la loro prima esperienza rugbistica nel Rugby Parma,
città che frequentavano per motivi di studio. Dopo qualche riunione
al "Cave Underground" noto circolo culturale del tempo,
coinvolsero il Sign. Cesare Bortolotti, mecenate dello sport
alternativo, i giocatori Farina Aroldi, Bedulli e Lotti, gli unici ad
aver gia praticato rugby, raccolsero attorno a loro tutti gli amici
che avevano e fondarono il Rugby Viadana.
Oggi appare sorprendente come sia stato possibile che un gruppo di
ragazzi giovanissimi abbia potuto assumersi una così grande
responsabilità e, con quanta serietà, passione e spirito di
sacrificio si sia adoprato per realizzare questo sogno. Erano gli anni
della contestazione giovanile e a quella generazione non mancava
certamente l'impegno e la voglia di fare con quella perseveranza
disinteressata che oggi è così raro vedere.
L'amministrazione comunale affittò un appezzamento di terreno
adiacente il campo sportivo comunale di via Al Ponte che venne adibito
a campo da gioco.
I colori sociali erano e sono rimasti quelli della Polisportiva
Cebogas: giallo e nero. La responsabilità tecnica fu assunta dai
fondatori della squadra che erano anche i più esperti, Aroldi e
Farina.
Il Cebogas Viadana fu iscritto alla serie D che era la categoria più
bassa e la quarta d'importanza a livello nazionale. L'esordio
ufficiale avvenne a Firenze contro l'ITI e si concluse con una secca
sconfitta, ma alla fine del campionato il Viadana vinse cinque delle
dodici gare disputate piazzandosi onorevolmente a centro classifica.
Ormai erano state gettate le basi di un fenomeno che avrebbe
coinvolto ed appassionato un numero sempre
maggiore di sportivi viadanesi.
Le stagioni sportive che seguirono furono caratterizzate da una progressiva crescita del movimento rugbistico, ed il Viadana riuscì a
conquistare il passaggio di categoria già dalla stagione 71/72 grazie
ad un campionato giocato con grande forza di volontà che regalò il
primo posto in classifica e la serie C. I campionati successivi furono
di transizione e segnarono l'inevitabile crisi di crescita di un
movimento che comunque si stava espandendo. Iniziarono le prime
movimentazioni di giocatori e soprattutto si dotò la squadra di un
allenatore di spessore: il parmense Marcello Bersellini che
divise il proprio impegno con quello di giocatore in serie A con il
Rugby Parma. Bersellini allenò a Viadana per cinque anni, senza
ottenere passaggi di categoria, ma gettando le basi per un
consolidamento della squadra del Rugby Viadana. In quegli anni
emersero alcuni atleti che sarebbero stati protagonisti dei futuri
successi dei gialloneri, tra questi va citato Luigi Zaffanella
che diventerà il primo capitano storico della palla ovale viadanese.
Dalla stagione 77/78 cambia la direzione della squadra, che sarà
affidata a Paolo Pavesi, altra figura emblematica del rugby viadanese
che lascierà il segno su tutto il movimento.
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